Roma - La Cina ha incrementato negli ultimi tre anni il proprio commercio d'arte a livello globale e nel 2011 conquista con eleganza la seconda posizione mondiale dopo gli Stati Uniti. Se il mercato dell'arte è stato altalentante, con un primo semestre sprint ed un secondo più cauto, il Dragone ha galoppato la crisi portando in alto non solo gli artisti cinesi ma l'intero mondo del collezionismo asiatico.
Negli ultimi tre anni la Cina ha infatti incrementato il proprio commerco d'arte a livello globale e nel solo 2010 ha avuto un traffico pari a 8,3 miliardi di euro, con il 33% delle vendite globali d’asta. Christie's ha dichiarato a metà anno incrementi del 10% mentre Sotheby's ha registato un totale aggiudicato di 4.919.040.116 dollari (lo scorso anno erano 4,8 miliardi) con il maggior fatturato nel Nord America (oltre il 39%) e nel Regno Unito (oltre il 30%).
Se l'Asia ha fatto registrare un'impennata del 20% dell'aggiudicato totale, l' Europa continentale, in coda, ha inciso sul fatturato totale per il 10%.
Lo sviluppo del mercato artistico cinese è strettamente legato alla crescita economica del Paese, ai numerosi incentivi del governo e al crescente numero di collezionisti. Se fino a qualche anno fa l’arte contemporanea cinese attirava principalmente europei ed americani mossi dal crescente interesse per l’Oriente emergente, oggi la situazione è cambiata. Sono i collezionisti asiatici i primi ad interessarsi di arte contemporanea e ad aprire le porte al mercato. In crescita anche il numero di gallerie che promuovono gli artisti locali e organizzano spesso mostre ed eventi internazionali in città come New York, Parigi e Basilea.
New York - Un mercato tiepido che conferma Andy Warhol “superstar” registrando importanti risultati per la fotografia. Si è concluso con la vittoria di Christie’s la sfida milionaria delle Evening Sales di arte contemporanea di maggio. La casa d’arte francese ha battuto sei record d'artista (Andy Warhol, Cindy Sherman, Cy Twombly, Urs Fischer, Richard Diebenkorn e Anselm Kiefer) incassando in totale 301.683.000 $ con un’altissima percentuale di venduto (95% per numero di lotti e 99% per ammontare). Il risultato del 2010 era stato di 138, 1 milioni di dollari. Di contro, Sotheby’s ha totalizzato 128,1 milioni di dollari (venduti 47 dei 58 lotti proposti) registrando un calo rispetto al risultato dello scorso anno (189,9 milioni di dollari). Per quanto riguarda Christie’s, è stato un privato europeo a formulare l’offerta più alta (38,44 milioni di dollari) per il top lot della serata dell’11 maggio: un autoritratto di Andy Warhol del 1963-64 in quattro parti, che partiva da una stima di 20-30 milioni di dollari.
Londra - Hanno incassato in totale 72.898.450 euro i 58 lotti su 63 venduti il 16 febbraio nell’asta Christie's dedicata all’arte del dopoguerra e contemporanea (la cifra più alta raggiunta da una vendita di contemporanea a Londra dal 2008). Top lot della serata, l’autoritratto riscoperto di Andy Warhol (stime di 3,6-5,9 milioni di euro) battuto alla cifra stellare di 12,8 milioni di euro. Il nuovo proprietario dell'opera, che non era stata mostrata in pubblico da 30 anni, è il gallerista Larry Gagosian, presente in sala nel corso della vendita.
Londra - Top lot dell'asta, un olio su tela Gerhard Richter battuto a 8,6 milioni di euro. Venduti a 417mila euro i «Semi di girasole» di Ai Weiwei. Sono state sette le aggiudicazioni oltre la soglia del milione di sterline dell’asta di arte contemporanea tenuta da Sotheby’s il 15 febbraio, con 54 lotti venduti su 59 e 44,4 milioni di sterline (cioè quasi 53 milioni di euro) d'incasso. Il grande olio su tela del 1990 di Gerhard Richter (225x200 cm), «Abstraktes Bild», è stato venduto alla sua stima massima, ovvero a 7,2 milioni di sterline (8,6 milioni di euro). Secondo posto per Andy Warhol. Le «Nine multicoloured Marilyns (Reversal series)» firmate e datate 1979-86 (acrilico e inchiostri serigrafati su una tela di 137,2x106,7 cm), sono state pagate 3,8 milioni di euro (stime 2,4-3,6 milioni) da un compratore anonimo.
Bologna - Il Rapporto Nomisma 2011 sul mercato dei beni artistici, presentato a Bologna il 30 gennaio, stima in quasi 158 milioni di euro il giro d’affari complessivo dell’arte moderna e contemporanea in Italia per il 2010, in lieve crescita (+2,7%) rispetto al 2009, anno della débâcle del comparto (-60,6%). Oltre il 60% dei galleristi ritiene che per il 2011, il valore delle scambi del comparto dell’arte contemporanea risulterà costante o in lieve aumento. La percentuale sale a oltre il 70% se ci si riferisce al comparto dell’arte moderna.